La festa della Repubblica non ha impedito a Berlusconi di prendersi gioco degli italiani e delle istituzioni. Commossi alcuni volti, lo scherno sul suo. Adesso veramente basta. Le Europee si avvicinano e sempre di più il sentimento di un'occasione perduta circola tra chi, come gli italiani all'estero, vive l'Europa direttamente, senza sentirsi lontano e senza sentirsi straniero.
Che tristezza vedere i manifesti elettorali in Italia, che tristezza vedere come ancora siamo lontani da un'idea chiara e costruttiva dell'Europa.
Che tristezza vedere il paese amministrato da una classe dirigente che non conosce il limite, il pudore. Il PD candida almeno persone che potranno andare in Europa. Io sostengo Ivan Scalfarotto, anche se non potro' votarlo dato che è candidato nella circosrizione Nord Ovest e io voto in quella Centrale. ma invito a votarlo, chi puo'. E' uno dei pochi candidati che risponde al profilo
richiesto per stare in Europa.
1 giugno 2009
La campagna
elettorale che stiamo vivendo oggi è molto diversa da quella del 2004.
La tensione
costruttiva che stava alla base di quella che era stata per molti la campagna
per la Nuova Europa (si sarebbe compiuto in quel mandato l’allargamento ai
paesi dell’Est) era carica di aspettative, di curiosità verso un insieme di
istituzioni che si stavano modificando, di speranze progressiste nei confronti
di un’unione che aveva l’ambizione di allargare le sue frontiere e di aprire le
sue relazioni prendendosi la responsabilità di giocare un ruolo nel contesto
internazionale. Fu una campagna che si univa davvero alla campagna per le
amministrative. I candidati sindaci ne approfittavano per “lanciare” i loro
programmi nella dimensione europea; i progetti europei, la possibilità di
mettere in rete le regioni d’Europa, le opportunità del Fondo Sociale venivano
presentati come un modo nuovo di gestire il governo locale, di amministrare in
modo moderno e innovativo i territori riconosciuti e valorizzati dalla
dimensione comunitaria. “Uniti nella diversità”, appunto. L’identità diventava
un valore e smetteva di essere un’arma se messa in relazione con le altre mille
identità europee. Dopo i conflitti difficili in cui l’Europa a stento era
riuscita a mantenere una posizione il 2004 doveva essere l’anno di un
parlamento nuovo più rappresentativo delle comunità, di una nuova commissione
rinforzata dai trattati che si andavano preparando e di un nuovo consiglio dei ministri
europei, tutte istituzioni delegate progressivamente a prendere un numero di
decisioni sempre più importante rispetto ai parlamenti nazionali.
Alcuni governi
locali, nelle zone di centrosinistra, ma non soltanto, erano riuscite a vedere
nella dimensione comunitaria una possibile alternativa alla riduzione dei
trasferimenti (cominciavano gli anni del Patto di stabilità, le finanziarie del
governo di centrodestra mettevano i comuni in ginocchio, la semplificazione
della spesa ingaggiava una corsa al taglio senza criterio, vanificando progetti
e sforzi per servizi migliori. Gelmini, Brunetta, Tremonti, qualche anno dopo
avrebbero fatto il resto). Restava una grande ignoranza nella funzione pubblica
territoriale quanto statale sulle regole, i metodi, i manuali per la
progettazione europea. Un deficit mai seriamente colmato, nonostante le tante
iniziative universitarie, private o pubbliche dedicate alla “tecnica per fare i
progetti europei”. Chi ha lavorato nella pubblica amministrazione sa bene
quanta poca familiarità si abbia con le direttive, i bandi o i formulari
europei. Per non dire degli eletti e degli amministratori che in questo campo
non hanno mai seriamente preso in considerazione la possibilità di “formarsi”
prima di candidarsi.
Detto questo
qualche dirigente dinamico che si faceva inviare a Bruxelles di tanto in tanto
c’era: riusciva a preparare una rete di partner, riempire i fogli excel con i
dati giusti, presentare in inglese un progetto ben costruito e avere quindi
l’opportunità di toccare con mano le virtù e le potenzialità dell’Europa Unita.
Nel 2004 l’euro era in circolazione da due anni, aveva salvato l’Italia e altri
stati membri dalla caduta economica e dalle monete nazionali. Molti territori
avevano beneficiato dei fondi strutturali grazie al lavoro delle regioni e
fisicamente si cominciava a capire il vantaggio dell’Europa. Anche a livello
nazionale, ma a livello locale forse queste logiche hanno saputo radicarsi in
una gestione della cosa pubblica che ha approfittato, o almeno ha tentato di
farlo, dell’opportunità “Europa”.
Palermo ha
ricostruito lo Spasimo. La Val di Cornia si è dotata di un parco naturale. Il Salento ha valorizzato la sua memoria.
Ustica ha visto nascere cooperative giovani per la gestione dei servizi
turistici e culturali. Insomma un embrione di sviluppo che si apriva una strada
grazie a competenze e ambizioni nuove, alimentate dall’aria europea. Un caso
interessante è stato, tra tanti, quello di Fiesole, un comune della provincia
di Firenze. Fiesole. In Toscana, 15.000 abitanti all’epoca (oggi poco più di
14.000 ma il tasso delle nascita è aumentato nell’ultimo anno: 10 anni fa le
comunità straniere più numerose erano quella americana e filippina, oggi
albanese e rumena). Nel 1997, grazie a un progetto europeo, i cittadini di
Fiesole sperimentano con un anticipo di 4 anni l’euro. Monete coniate per
l’occasione dalla Repubblica Italiana, un partenariato con la Francia, uno
scambio di pratiche nel nome del proto euro. Un progetto europeo compiuto, con
un occhio alla valorizzazione del territorio, il marketing dei prodotti locali,
la dimensione culturale.
Un esempio come
tanti di come nasceva la sensibilità nel governo dei territori verso l’Europa.
Poi è arrivata la
Commissione Barroso, le direttive sui servizi pubblici, sulle delocalizzazioni
e in un paese fondamentale nel processo di costruzione europea si è votato no
al referendum sul Trattato costituzionale. Nel 2005 il no della Francia
(insieme al no dell’Irlanda) contribuisce a irrigidire le relazioni: gli stati
membri non sono convinti di cedere sovranità, ancora una volta preferiscono la
lobby nazionale alla condivisione, la logica del negoziato unilaterale (UE-paese)
a una logica trasversale. In più l’allargamento complica il contesto. Arrivano
i nuovi paesi percepiti come a caccia di risorse comuni (senza contare che vi
contribuiscono), i vecchi membri tentano di presentarsi come partners
responsabili, in realtà cercano di recuperare fondi dedicati a progetti di
integrazione. Alcuni funzionari della commissione riportano che Prodi sia stato
il presidente più criticato per la sua ostinazione nello spingere
l’acceleratore dell’allargamento. Molti politici di centrodestra hanno
utilizzato argomenti simili per spiegare al loro elettorato le difficoltà
interne. Dimenticando che allargare l’Europa è stato innanzitutto diffondere diritti,
e cosi continuerebbe ad essere se non si fosse fermato, per ora, il meccanismo.
Yves Meny, già presidente dell’Istituto Universitario di Fiesole (che detiene
il più importante archivio storico d’Europa, l’Archivio Spinelli), spiegava il
processo europeo con la metafora di un meccanismo a ruote dentellate:
lentissimo e tuttavia irreversibile, ogni scatto permette solo di avanzare.
L’Europa dovrebbe
poter solo avanzare. Tuttavia le istituzioni europee non godono di grande
popolarità, i parlamentari europei non sono conosciuti, a livello nazionale le
decisioni europee continuano ad essere vissute come momenti di possibile
intralcio alla tranquilla realizzazione dei programmi nazionali. O come obbligo
cui far rimontare le scelte più impopolari e difficili. L’Europa di Barroso non
prende posizione sui conflitti internazionali, subisce la crisi economica più
recente ma anche quelle precedenti, assiste incredula alla vittoria di Obama.
E il clima negli
stati nazionali si raffredda. Lo spirito del 2004 non c’è in Italia. E non c’è
in Francia. I sondaggi continuano a mortificare le elezioni europee nel solo
ruolo che sembrano ormai aver assunto per le classi politiche nazionali: una
conta interna. In Italia non c’è un candidato sindaco che parli di Europa, che lanci
il suo programma di città nella dimensione europea o internazionale, se non in
riferimento al turismo (“l’Italia detiene il 70% del patrimonio culturale
mondiale” quante volte abbiamo sentito questa frase assurda e inverosimile?).
Il rapporto amministrazione locale/Europa sembra essersi interrotto. Le liste
per le europee sono state fatte sulla base degli equilibri interni, senza
attenzione alle competenze, alla preparazione dei candidati, all’esigenza di
riqualificare l’immagine della delegazione italiana a Bruxelles che è tra le
più imbarazzanti con un tasso di partecipazione alle sedute ridicolo.
I leaders dei
partiti si sono candidati ovunque, non considerando le leggi
sull’incompatibilità; l’unico partito che ha rispettato almeno questo vincolo e
si è dato un minimo di criterio è stato il Partito Democratico. Salvo poi
riutilizzare in alcuni casi le europee come soluzione privata per qualche
dirigente o ex amministratore a fine corsa. La legge elettorale per le europee
in Italia è una delle peggiori in assoluto, con l’obbligo delle preferenze che
uccide e distrugge ogni strategia costruttiva in direzione dell’Europa per
alimentare l’accanimento di candidati fratelli uno contro l’altro.
Le eccezioni non
mancano per fortuna e speriamo che ci riservino delle sorprese: candidati
giovani, imprevisti, imposti nel PD da un fiume sotterraneo che cerca di farsi
un varco nel tappo della dirigenza. I loro programmi parlano inglese, si
presentano su youtube, riempiono le sale e raccolgono fondi con paypal. Troppo
moderno? Vedremo.
In Francia il PS
soffre degli effetti del congresso: le correnti non si sono pacificate e
continuano a vivere nelle liste bloccate (liste che evitano, certo, la gara fra
candidati dello stesso partito ma che sono state formate per regolare i conti
interni: un segolenista, uno di Strauss Kahn, uno di Hamon...). La campagna
vive sul no a Sarkozy e molto poco sulle proposte del PS. Il Manifesto del PSE
chiede di cambiare l’Europa. Ma l’Europa stessa è messa in discussione a volte.
In tutto questo i
governi parlano di altro. Del ruolo dell’Europa nessuno parla. Di cosa vogliamo
che sia: una federazione, un’unione, una Repubblica (come suggerisce Collignon[1]
in un libro che tutti i cittadini comunitari e non dovrebbero leggere per
capire la straordinaria occasione che abbiamo e che rischiamo di perdere).
E di come
vogliamo che agisca. I governi eludono domande fin troppo urgenti:
Vogliamo un
Presidente della Commissione europea eletto direttamente dai cittadini europei?
Vogliamo un
referendum per votare nei 27 paesi, nello stesso giorno, sulle nuove adesioni,
come la Turchia?
Vogliamo che
l’Europa sia più forte grazie alla cessione delle sovranità nazionali?
Vogliamo
utilizzare un’imposta per finanziare l’aumento degli Erasmus e la loro attivazione
in altri campi (dalla pubblica amministrazione, al corpo insegnante, alle
professioni) ? Vogliamo aumentare il budget europeo all’1,5% del PIL dei
27 paesi?
E poi ci sono i
temi della cittadinanza europea. Molti iscritti al PD in Europa ( a Parigi, a
Londra, a Berlino) hanno cercato di trasmettere alla direzione del partito la
necessità di andare in Europa con idee chiare su temi quali la mobilità,
l’immigrazione, i diritti civili, il mercato e i servizi sociali. Molti
iscritti in Italia e alcuni candidati sentono il bisogno di allargare il campo:
l’Europa adesso non è più solo una straordinaria opportunità, è l’orizzonte
dentro il quale uscire dalla crisi economica, è la dimensione nella quale
gestire i flussi migratori, è il contesto in cui regolare la concorrenza
fiscale tra i paesi o per sperimentare e rinforzare nuovi settori di
cooperazione.
Qui di seguito un
piccolo esempio di cosa vorremmo venisse discusso, è un primo contributo che i
circoli del PD in Europa hanno inviato alla segreteria nazionale e sul quale
impostare un confronto e un progetto più ambizioso e meno locale possibile.
Anche dopo il 7 giugno ovviamente.
1. Mobilità e diritti. Portabilità
e integrazione dei diritti pensionistici, infortunistici, disoccupazione
(esistono già forme di trasferibilità in materia di sussidi di disoccupazione,
che possono diventare un primo termine a partire dal quale estendere la
portabilità dei diritti ad altri campi) e di maternità[2]. Creazione
di un criterio di proporzionalità inversa fra pressione fiscale e durata del
contratto. Lotta alle collaborazioni mascherate da contratti esterni.
Estensione dei diritti previdenziali ad ogni forma contrattuale tramite un
sistema di flexicurity. Creazione di criteri che permettano di stabilire
progressivamente un salario minimo europeo, seppur modulato in funzione del
costo della vita delle diverse nazioni.
2. Immigrazione e cittadinanza. Immigrazione: priorità alla lotta alle
mafie internazionali dell’immigrazione; obbligo per gli Stati di stabilire un
percorso chiaro e univoco al termine del quale il cittadino immigrato possa, se
lo desidera, ottenere la cittadinanza. Vorremmo in particolare che i
parlamentari eletti nelle liste del PD promuovessero un’azione politica per la
riforma della cosiddetta Direttiva Rimpatri, le cui disposizioni sono in palese
contrasto con i principi di libertà, eguaglianza e rispetto dei diritti
dell’uomo, principi sul cui rispetto si fonda l’Unione Europea (Art.6 TEU). Cittadinanza: pieni diritti elettorali
per ogni cittadino europeo che viva in uno stato diverso dal proprio stato di
origine; il diritto può essere esercitato tramite un sistema di opzione.
3. Europa e diritti
civili: Rilancio e approvazione della Direttiva contro tutte le forme di
discriminazione presentata dalla Commissione europea lo scorso 2 luglio.
Sostegno alle proposte di includere una nozione di discriminazione
multipla, fondata sulla combinazione di più fattori di rischio, e di
discriminazione per associazione. Sostegno alla inclusionealle molestie sessuali nonché
all'applicabilità della Direttiva alle unioni civili e di fatto, rimozione di
ogni forma di discriminazione nei confronti della comunità Glbt, rimozione di
ogni discriminazione nei confronti della libertà della donna, rimozione di ogni
ostacolo allo sviluppo della ricerca scientifica in campo medico.
4. Mercato e diritti sociali. Il nuovo
Parlamento Europeo si troverà presto a decidere su importanti provvedimenti
legislativi quali la direttiva sull’assistenza sanitaria in Europa e la libera
circolazione dei pazienti, sulla questione dei fondi di assicurazione
obbligatori e la loro compatibilità con il mercato comune, con i progetti di
riforma della direttiva sul distacco dei lavoratori.Occorrono posizioni chiare che garantiscano
la mobilità e l’apertura al mercato anche in questi settori, non secondo una
serie di parametri vincolanti stabiliti dai singoli stati, ma piuttosto secondo
criteri comuni quali: interoperabilità, accessibilità universale, accessibilità
di costo, rispetto dei principi di solidarietà.
Come
detto si tratta di un contributo sul quale discutere ancora. Anche dopo il 7 giugno, appunto.
[1] Stefan Collignon Viva la Repubblica europea Marsilio 2007, prefazione di Giuliano
Amato.
[2] Occorre pensare ad incentivi e soprattutto informazione per chi vuole
aprire in proprio una piccola attività. Qui, come più sotto al punto” ricerca”,
uno dei problemi più grandi, non è tanto quello di arrivare ai fondi, ma di
sapere che i fondi esistono.
Carovana PD a Parigi, Proposte e fatti per uscire dalla crisi
Il Circolo PD Parigi e l’Associazione Democratici Parigi organizzano per il 28 marzo un incontro con:
Gianni Cuperlo, parlamentare PD
Ivan Scalfarotto, membro assemblea costituente PD
Pippo Civati, consigliere regionale PD Lombardia
L’incontro si inserisce nel percorso della Carovana per il PD (http://www.facebook.com/group.php?gid=123990495651#/board.php?uid=123990495651).
La Carovana è un’iniziativa nata da alcuni circoli di base e sta
facendo il giro d’Italia nel tentativo di stimolare il rinnovamento dei
metodi e la circolazione di nuove competenze all’interno del Partito
Democratico.
Abbiamo invitato alcuni dei suoi creatori a Parigi insieme a Gianni
Cuperlo e abbiamo deciso di dedicare questa tappa alla crisi.
La formula è quella di presentare l’incontro e gli invitati e
lasciare quindi la parola al pubblico, cercando di ascoltare il più
possibile. Ognuno è invitato a partecipare con interventi brevi in modo
da dare spazio a tutti. E tutti sono invitati a parlare.
L’incontro si terrà Sabato 28 marzo dalle 18 alle 20 nei
locali della Mairie del 13° al n° 1 di Place d’Italie (M° Place
d’Italie, linee 5, 6, 7)
Oggi il circolo PD Parigi ha consegnato al Console Generale d'Italia una lettera per il Presidente Napolitano in cui si chiede la Medaglia al Merito Civile della Repubblica Italiana per Beppino Englaro.
Il caso Englaro non c'entra più. E' la vita di un Paese democratico che ha una splendida Costituzione che è in pericolo. E il partito che, unico, era nato due anni fa per difenderci deve esserci adesso. Non
puo' più esitare. Il suo segretario non puo' più accettare di
rappresentare chi non abbia a cuore la democrazia, la libertà, la
giustizia, le istituzioni. Se pensassimo che le nostre istituzioni sono
da rifare potrebbe avere un senso. Ma non adesso.
Rinviare la manifestazione per rispetto della famiglia. Certo. Ma
non rinviamo quello che stiamo aspettando da mesi: la creazione di un
partito democratico moderno, coraggioso, coerente e consapevole della
gravità della situazione. Liberiamo le energie enormi di questo
progetto: migliaia di persone chiedono solo di aderire sapendo di
contare. O di qua o di là. O dalla parte della democrazia o dalla parte
dell'uso delle istituzioni secondo il proprio arbitrio.
Non possiamo stare in un partito
insieme a persone che non hanno capito né come funzionano le
istituzioni né come intendono modificarle i membri
del Governo oggi in carica. Poi magari si discute di questioni etiche ma
il problema non è più quello. Il caso Englaro non c'entra più.
Beatrice Biagini
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Lettera a Enrico Letta
Gentile Letta,
non ci siamo mai incontrati ma io stavo nelle sue liste per il 14
ottobre, nella circoscrizione estero. Non sono stata eletta nella
costituente ma quell'esperienza mi ha messo in contatto con la
comunità italiana all'estero, che mi ha candidato per la Camera in
Europa nelle liste del PD. Non sono alla Camera, continuo a fare
politica per il PD a Parigi del cui circolo sono segretaria e dove i
militanti e i simpatizzanti lavorano con passione al progetto del PD.
Molte delle cose che dice sulle europee sono condivisibili, ma non è
di questo che voglio parlarle oggi. Io ho raccolto le firme per la sua
lista e fatto campagna per il tiket Letta-Bersani perchè vedevo in
questa coppia un'intelligenza e una vivacità che permettesse al PD di
riscattare lo sforzo di costruire un partito moderno, del XXI° secolo,
coraggioso, radicato nella realtà e fatto da persone che studiano
soluzioni migliori. E mi rallegro infatti oggi della decisione di
Bersani. Mi rallegro meno di leggere le sue dichiarazioni sul caso
Eluana. E' indubbio che stiamo attraversando un rischio per la
Costituzione e apprezzo le sue parole in difesa del Capo dello Stato,
ovvio. Ma la sua posizione sul ddl mette in dubbio la mia convinzione
di puntare su di lei come dirigente aperto e laico del mio partito.
Non chiedo che i dirigenti abbandonino la propria sensibilità, ma
votare il ddl del governo su Englaro è contribuire alla
destabilizzazione della democrazia nel nostro paese. La Corte si è
espressa, la famiglia ha scelto un percorso trasparente, quanto sta
accadendo è un oltraggio all'intelligenza umana e alla dignità. Credo
che la sua intelligenza sia capace di capire che il vantaggio
elettorale in questo caso dovrebbe essere lasciato da parte.
Le segnalo il documento del PD Parigi e dell'Associazione Democratici
Il
Governo italiano ha oggi varato un Decreto Legge volto a impedire la
procedura di interruzione dell'alimentazione a Eluana Englaro. Il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva segnalato il suo
disaccordo in nome "del fondamentale principio della distinzione e del
reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato", che "non consente
di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una
decisione giudiziaria definitiva sulla base di principi, anche
costituzionali, desumibili dall'ordinamento giuridico vigente" (Vedi Lettera di Napolitano.). Il Governo ha deciso di ignorare la lettera del Presidente della Repubblica e di dar comunque via libera al provvedimento.
In merito all'azione del Governo, il Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi ha dichiarato, tra le altre cose, che ""Se il Capo
dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di
una vita, e considerasse di non firmare il decreto inviteremo il
Parlamento a riunirsi ad horas e approvare
in 2-3 giorni una legge che anticipi la legge già all'esame delle
Camere, che contiene questa norma", esplicitamente offendendo il
Presidente Napolitano equiparando la sua azione a un'omissione di
soccorso. Ha inoltre asserito che tra i motivi che ispirano la sua
azione c'è il seguente: la Englaro è "una persona che
potrebbe anche avere un figlio". (Vedi Dichiarazioni di Berlusconi.)
I
membri del Circolo di Parigi del Partito Democratico e l'Associazione
Democratici Parigi, di fronte alle gravissime ed irresponsabili azioni
e parole del Presidente del Consiglio e del Governo da lui diretto,
chiedono con forza alla Direzione Nazionale di assumere le seguenti
iniziative:
1. Prendere una posizione netta e inequivoca sul caso di Eluana
Englaro, riconoscendo la validità giuridica e il buon fondamento morale
delle decisioni di giustizia. Se per caso ci fossero ancora indecisioni
nel PD, proporre una mozione alla Direzione, con il vincolo di
attenersi al risultato del voto per tutti i parlamentari del PD.
2. Censurare l'operato del Governo sullo strappo istituzionale e
indicare la volontà chiara di non procedere a nessun dialogo
istituzionale se non vengono prima offerti segnali inequivocabili di
rispetto delle prassi istituzionali e dei principi della Costituzione.
In particolare presentare le proprie scuse formali al Presidente
Napolitano.
3. Richiedere le scuse formali e ufficiali del Presidente del
Consiglio a tutte le donne italiane, offese dalle parole sventate e
inaccettabili che mostrano di considerare la donna come semplice
portatore di figli a prescindere dalla propria volontà di averne,
parole tanto più gravi in quanto riferite all'esempio dolorosissimo di
Eluana Englaro.
4. Proporre che il padre di Eluana, Beppino Englaro, sia nominato per la Medaglia al Merito Civile della Repubblica Italiana per la sua coraggiosa battaglia civile.
2 febbraio 2009
Buongiorno come richiesto vi propongo una sintesi di quanto discusso venerdi alla riunione del PD Parigi.
1) questione medio oriente la
proposta è di realizzare un'iniziativa approfondita in cui poter
discutere l'insieme delle cause e delle partite in gioco nell'area
medio orientale: gli equilibri del mediterraneo sono sempre di più
legati a un complesso di interessi, economie, convenienze e accordi
internazionali che vedono intorno all'acqua e al petrolio un
concentrarsi di contraddizioni e tensioni in cui sono coinvolti
l'Europa, gli Stati Uniti e i paesi mediterranei tra i quali in modo
particolare quali Iran, Siria, Libano, Irak e la fascia dei paesi del
nord Africa. Un'iniziativa di sostegno alla pace non esclude che si
possa andare oltre la testimonianza e concentrarsi in una riflessione
più seria e documentata di quanto stia accadendo. In febbraio si
terranno inoltre le elezioni politiche in Israele: sarebbe
interessante capire, una volta composto il governo, quali saranno le
nuove linee di intervento e le nuove strategie che il governo
isrealiano vorrà perseguire e in quali azioni sarà impegnata la
presidenza Obama.La proposta è stata quindi quella di concentrare in
autunno l'impegno organizzativo su una giornata di studi attraverso il
coinvolgimento di docenti, analisti, specialisti e rappresentanti
politici delle istituzioni coinvolte e delle organizzazioni
internazionali.
2) iniziative in corso una possibile idea di calendario per realizzare le iniziative che abbiamo preparato potrebbe essere:
marzo:
Europa e regioni con M. Bresso (Presidente della regione Piemonte) e M.
Scultz (Eurodeputato); Invitare se possibile H. Désir che potrebbe
essere capolista per le prossime elezioni europee. (luogo: Maison de
l'Europe)
marzo: Carovana per il rinnovamento del PD con I. Scalfarotto e G. Cuperlo
marzo/aprile:
Laicità e libertà con V. Franco, Mori, C. Lalli e Zita Gourmai,
responsabile per il PSE del dipartimento donne e membro della FEPS http://www.feps-europe.eu/)
ottobre: medio oriente
3) questione morale: partecipazione e trasparenza il
gruppo di lavoro che si è riunito il 25 gennaio ha presentato una serie
di proposte sulla possibilità di mobilitare i circoli e entrare in
coordinamento con quei circoli che stanno già promuovendo iniziative
per il rinnovamento e la trasparenza nei processi decisionali
all'interno del PD. In particolare si è discusso di quali strumenti
(campagne di comunicazione, rete dei circoli estero e italiani, SIPA
sistema informatico del partito, network e circoli on line, mailing
list) utilizzare per arrivare a coinvolgere il maggior numero di
circoli in una campagna generale sulla trasparenza nella partecipazione
democratica alla vita del partito.
La preparazione del nuovo regolamento in vista del congresso del
prossimo autunno si presenta come un'opportunità per inserire o
emendare i punti che in particolare si occuperanno di disciplinare il
rapporto iscritti/ elettori e la possibilità di far contare le
posizioni di tutti i circoli, estero compreso. Il gruppo ha proposto un
monitoraggio sia sugli aspetti organizzativi sia sugli aspetti
regolamentari: non solo quindi campagne di sensibilizzazione ma anche
iniziative interne individuate dal regolamento come referendum
propositivi.
4) sito la difficoltà di tenere aggiornato il sito del PD Parigi
è evidente: la lista di discussione è e resta uno strumento di
discussione libero, non moderato e completamente aperto a tutti quanti
ne vogliano far parte. La proposta di sintetizzare gli scambi per
redigere una pagina da postare sulla pagina del Circolo non sembra
quindi la soluzione migliore per aggiornare il sito e pubblicare le
notizie che ci riguardano o che volgiamo segnalare. Si è quindi
proposto di lanciare sulla lista del pd groupe la proposta di redigere
post e articoli da pubblicare sul sito che diventa a questo punto una
sorta di "giornale del PD Parigi" sul quale far uscire informazioni,
notizie, commenti e segnalazioni. Chi quindi abbia voglia di scrivere
un commento, un articolo o una segnalazione potrà farlo inviandolo alla
lista con la segnalazione di volerlo pubblicare (tipo mettere nel
subject "per sito"). Per un periodo di sperimentazione il segretario si
prende la responsabilità di amministrare la pubblicazione dei post e
degli articoli: l'idea sarebbe quella di avere presto una sorta di
redazione in cui ognuno oltre a pubblicare cerca e individua autori su
temi diversi. In ogni caso in questa fase siamo tutti invitati a
scrivere e inviare sulla lista articoli da pubblicare sul sito in modo
da animare e aggiornare via via le pagine del pd Parigi.
5)prossima riunione restando ancora diversi i punti sui quali
discutere ci siamo aggiornati alla prossima riunione che non si terrà
prima delle vacances scolaires di febbraio. In ogni caso l'attività dei
gruppi e la redazione del sito andranno avanti fino al nosto prossimo
incontro, quindi grazie a tutti di voler contribuire con commenti e
articoli.
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Segretario politico del PD Parigi
12 gennaio 2009
Sabato 10 gennaio si sono tenute le elezioni per la Segreteria del Circolo di Parigi. All'unanimità l'assemblea composta da iscritti e simpatizzanti ha eletto:
Beatrice Biagini Segretario politico Riccardo Spezia Presidente dell'Assemblea Aldo Bechi Tesoriere del circolo
adesso
abbiamo pensato di procedere nella prossima riunione che faremo il 30
gennaio alle 18,30 (il luogo ve lo comunichiamo quanto prima) la
definizione del comitato di segreteria e il calendario delle nostre
iniziative (seminari, ricerche, documenti etc).
Qui trovate il documento che ho preparato e con il quale
ho richiesto le firme per la candidatura. La mia era la sola
candidatura presentata. Non ci sono state quindi primarie, ma un voto
unanime sulla proposta. Ringrazio tutti per l'entusiasmo, il calore e
la fiducia. Ma soprattutto per il lavoro che abbiamo fatto e per
l'energia per affronatre quello che ci aspetta.
Le tessere sono
state consegnate e ricordiamo a tutti coloro che hanno fatto la pre
iscrizione che possono ritirarle. E insieme, a coloro che vogliono
prenderla, che adesso è possibile.
La questione morale, come
discusso sabato pomeriggio, sarà, con il rinnovamento della classe
dirigente, uno dei nostri temi caratterizzanti e su questo aspettiamo
contributi e idee da parte di tutti.
Il nostro circolo si
conferma come un laboratorio di idee e altrenative che cercheremo di
trasmettere al partito per costruire anche da qui una prospettiva
migliore. Grazie ancora a tutti per il clima e l'intelligenza con cui condividiamo questo lavoro!
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L'inizio di questo nuovo anno per me è segnato dalla crisi in Medio Oriente.
Crisi economica e cambiamento climatico compongono la cornice di un tempo che per certi aspetti ci ha colti di sorpresa: non eravamo pronti, non avevamo soluzioni adeguate, non abbiamo ancora strumenti scientifici (o non vogliamo studiarli) per fare fronte alla situazione drammatica che si presenta a livello planetario. Ma la ripresa del conflitto israelo palestinese invece ci congela nell'immobilità. Il tempo si ferma. La situazione non progredisce e le soluzioni non ci sono. Non c'è una soluzione al conflitto se non una mediazione diplomatica e in questi giorni l'Europa non ha saputo interpretare il suo ruolo, direi non ha avuto alcun ruolo se non quello di complicare ancor più le cose inviando messaggi incoerenti con quella che era stata fino a adesso una politica di negoziazione e mediazione che la nuova presidenza ha interrotto prendendo parte. Forse la Francia ha avuto un comportamento più coerente, resta il fatto che il 2009 deve essere l'anno del Trattato di Lisbona, della politica estera unica, della diplomazia comune. Resta ancora molto da fare e pochissimo tempo.
Altro elemento è quanto si è scatenato all'interno del PD: questione morale, giunte inquisite, primarie svuotate del loro significato. Credo che l'unica soluzione sia il rinnovamento della classe dirigente. Giovani o no, l'importante non è agire in modo mediatico e sostanzialmente lasciare le cose come stanno per dare l'impressione che tutto sia cambiato. E' necessario che i dirigienti e gli amministratori che hanno sbagliato o che semplicemente hanno fallito si rendano conto che nella vita si puo' anche trovare un lavoro e andare a fare altro. Qualcuno lo ha detto meglio di me per il caso Bassolino.
Sono contenta del rientro in Italia di Scalfarotto, dell'esito di tante discussioni sul rinnovamento e la qualificazione della classe dirigente dove questo diventà realtà, del fatto che in molti si sentono nonostante tutto parte di questo partito e diano il loro impegno per il cambiamento senza limitarsi alla critica e al piagnisteo. Ne ho incontrati un po' durante queste feste e mi incoraggia vedere che il fermento nato dalla creazione del Partito Democratico non si è spento e non sembra arrendersi. La direzione del 19 dicembre, il mancato dibattito e soprattutto il silenzio che ne è uscito mi hanno profondamente colpito: come si pensa di affrontare i problemi se nel momento di massima difficoltà ci si richiude e si evita il confronto? Veltroni crede davvero di essere fedele al mandato degli iscritti?
Nell'iniziare questo nuovo anno vorrei soprattutto che i miei quasi venti anni passati a credere nella politica non fossero una pagina chiusa, vorrei ancora poter difendere la passione, la ricerca di soluzioni, la nascita di idee che hanno caratterizzato il percorso politico della sinistra e dei partiti democratici in Italia nel quale mi sono sempre riconosciuta. Vorrei che il PD lasciasse finamente il timone a chi è in grado di navigare, anche in acque difficili come quelle che ci aspettano e nelle quali fin'ora siamo riusciti a stare alla cappa, senza sostanzialmente prendere decisioni concrete sulla rotta da fare.
Buon vento allora e lavoriamo per un 2009 migliore.
E a Parigi riprendiamo:
Sabato 10 gennaio alla sede delle Acli in rue C. Tillier 28 dalle 16,00 alle 19,00.
Dall'ottobre 2007 siamo arrivati al 2009. Da
gennaio riprendiamo le nostre riunioni e partiamo con l'assemblea degli
iscritti e dei simpatizzanti per procedere all'elezione del
coordinamento di circolo.
Il regolamento per le elezioni e le primarie del PD estero (che trovate di seguito o all'indirizzo http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=regolamento%20primarie%20all%27estero&tags=1)
è infatti stato approvato nel mese di novembre e possiamo procedere
all'elezione diretta o alle primarie in caso di più candidature, per la
definizione del coordinamento politico del circolo.
L'assemblea degli iscritti procederà il 10 gennaio anche all'elezione del presidente dell'assemblea e al tesoriere. Per tutti i simpatizzanti e gli elettori (coloro cioè che vogliono partecipare alle attività senza iscriversi al partito) è possibile partecipare alle primarie.
La riunione è convocata per il sabato 10 gennaio alla sede delle Acli in rue C. Tillier 28 dalle 16,00 alle 19,00.
Sarà anche l'occasione per rivedersi, scambiarsi gli auguri e
riprendere il filo dei nostri impegni per il 2009 e per un PD aperto e
rinnovato!
Speriamo di vedervi partecipare numerosi e intanto vi inviamo i nostri migliori auguri per l'anno nuovo!
A Roma si è tenuta la prima conferenza dei giovani italiani nel mondo. Sono stata delegata per la Francia ed è stata un'opportunità di cui ringrazio i Comites di Parigi. Non posso pero' tacere sul carattere filogovernativo che si è voluto far rappresentare a questo appuntamento. Una bella occasione di confronto si è trasformata in una eccezionale vetrina propagandistica organizzata dal senatore Mantica che ha le deleghe per gli italiani nel mondo. Gli oltre 400 partecipanti si sono visti utilizzare per acclamare le azioni del governo che peraltro in materia di italiani all'estero ha tagliato fondi per il 60% delle risorse esistenti (vd schema dei tagli).
Come abbiamo scritto in circa settanta delegati in un documento di protesta trasmesso alla stampa e agli organizzatori, è stata un'occasione perduta, incentrata sulla celebrazione di un senso della patria datato e incoerente con quanto accade realmente tra le comunità italiane all'estero, soprattutto in Europa e comunque tra i giovani. Un conto è riconoscere il valore delle nostre origini italiane alle quali tutti teniamo e attraverso le quali desideriamo mantenere un legame profondo con l'Italia e le sue istituzioni; altro è resuscitare toni trionfalistici tipici di un periodo, quello fascista, che grazie alla resistenza e alle guerre di liberazione è stato archviato dal popolo italiano.
Questo Governo Berlusconi con le sue anime più secessioniste e quelle più nazionaliste esprime forti contraddizioni interne, ma cio' non toglie che si senta in diritto di riproporre politiche, abitudini e toni tipici di un regime al limite del democratico, selezionando le voci da far parlare, eliminando ogni confronto, riducendo le critiche a sterili polemiche, offendendo la diversità e la ricchezza delle tante esperienze che si dovevano confrontare anche in questa occasione dei giovani italiani nel mondo.
Nonostante questo il lavoro delle commissioni è stato presentato e il governo ha preso l'impegno di tenerne conto nelle prossime settimane. La riforma della rappresentanza italiana all'estero prevederà una riorganizzazione dei livelli istituzionali (Comites e CGIE) e il rinnovo delle rappresentanze non prima del marzo del 2010.
Personalmente spero che la riforma riesca a incontrare i cambiamenti e le esperienze che da decenni la comunità italiana all'estero ha vissuto, in un contesto internazionale profondamente modificato. E spero che la macchietta dell'italiano all'estero nostalgico e pappone lasci il posto all'immagine di una generazione che cerca in tutti i modi di aiutare il proprio paese attraverso le conoscenze e le esperienze che spesso si è fatto in altri paesi.
Ci sono molte proposte di riforma del sistema ricerca/università in
Italia, non è forse ora di chiedere agli attori di questo sistema che
cosa ne pensano? L’associazione Democratici Parigi organizza un Bar
Camp e invita i ricercatori italiani in Francia stabilmente o di
passaggio a partecipare alla creazione di un questionario online
destinato alla comunità scientifica. Sala “Fer-à-Cheval” alla Mairie
del 13° Arrondissement, 1 Place d’Italie, 75013 Parigi, Metro Place
d’Italie, sabato 13 dicembre 2008, ore 14-19. Grazie di segnalarci
l’intenzione di partecipare a iresearchcamp@gmail.com. Documento di
lavoro: http://docs.google.com/Doc?id=dz6sr8t_41hbfnmcdk (con una sessantina di proposte di riforma!)
In apertura e chiusura dei lavori, brevi interventi kick-up e take-home
di: Roberto Casati (CNRS Parigi), Irene Tinagli (Carnegie Mellon,
autore di Talenti da svendere), Maurizio Ferraris (Università di
Torino, autore di Un’Ikea di Università), Maurizio Chiocchetti (PD
Mondo), Ivan Scalfarotto (Londra e Costituente del PD).
Vi aspettiamo numerosi per partecipare al lavoro o anche semplicemente per vedere come funziona o per ascoltare le conclusioni. Sarà poi l'occasione per farci gli auguri di buone vacanze.
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Sostegno a saviano e contro tutte le mafie
Sabato 6 dicembre 2008
Ore
15.00 – 19.00
Place
d’Italie (Parigi)
Voglio
una vita.
Voglio
ridere e non parlare di me
come se fossi un malato in fase terminale.
Roberto
Saviano
Le manifestazioni di solidarietà a Roberto Saviano giovane scrittore
minacciato di morte dalla Camorra si allargano a macchia d'olio e arrivano
anche a Parigi.
Salman Rushdie:"Roberto Saviano (...) corre un
pericolo terribile." ."La mafia pone un problema ben più grave di
quello che ho afrrontato io stesso".
Dopo la petizione per Saviano, lanciata dal quotidiano La Repubblica e
firmata da 17 Premi Nobel e oltre 250.000 persone, dopo i tantissimi blog e
pagine Facebook in sostegno dello scrittore napoletano tocca alla Francia
mobilitarsi.
I Nobel, Orhan Pamuk (scrittore
turco), Mikhaïl Gorbatchev (vecchio presidente
dell’URSS), Desmond Tutu (vescovo sudafricano),Günter Grass (scrittore tedesco), Dario Fo
(drammaturgo italiano) e Rita Levi Montalcini (senatrice
a vita e Nobel per la Medicina): "La libertà nella sicurezza di
Saviano riguarda noi tutti, come cittadini"
“è intollerabile che tutto
questo possa accadere in Europa e nel 2008”.
In Francia, paese fondatore dei diritti dell'uomo e del cittadino, e a
Parigi, si deve creare un fronte compatto di cittadini che si oppongono ad ogni
tentativo di attacco alla libertà d'espressione, alle libertà fondamentali,
cemento della nostra società; un fronte che non può e non vuole rimanere
impassibile agli affari mafiosi.
Roberto Saviano: “La
mafia é l'economia più grande d'Italia, e sicuramente una delle più grandi
d'Europa. Può la Francia rinunciare agli investimenti del narcotraffico?”
A Parigi, giornalisti, professori e personalità varie, interverranno per
spiegare quello che sono le mafie e i pericoli che esse rappresentano nel
nostro continente e nella nostra società.
L'Associazione Democratici
Parigi, insieme a Libera (sezione Parigi), il blog Io sono fratello di Saviano vi invitano
a una mobilitazione aperta a tutti, con lettura pubblica di "Gomorra" e altri testi sulla mafia
e la criminalità organizzata e alla distribuzione di pizzini che si terrà a Place d'Italie, sabato 6 dicembre dall 15
alle 19.
Sostenere Roberto Saviano e manifestare contro tutte le mafie è un atto di
responsabilità verso la nostra società.
La Francia non può tacere!
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Iniziative Dicembre
Per chi non era presente alla scorsa riunione, ecco il fitto programma di iniziative e incontri per il mese di dicembre:
il
3 dicembre ore 19h00 incontro su politica e giustizia con il deputato del PD
eletto nella circoscrizione Europa Gianni Farina presso la Fédération
de Paris du Parti socialiste 32, rue Alexandre Dumas, 75011 Paris 2° piano
il 6 dicembre siamo coinvolti nell'organizzazione di una
manifestazione Pro Saviano e contro tutte le mafie che si terrà in
Place d'Italie dalle 15,00 alle 20,00 con letture di brani di testi
contro la mafia,
documenti di magistrati, pagine di letteratura italiana sul tema.
L'associazione francese ReSo (Réformistes et solidaires), Libera
(sezione Parigi), Italie à Paris e altre associazioni italiane e
francesi e il PS
francese sostengono la manifestazione e saranno con noi in piazza.
il 13 dicembre sempre nelle sale della mairie del 13° organizziamo
dalle ore 14h il camp sulla ricerca: presentazioni di libri, interventi sulle riforme
e le proposte votate da ricercatori e studenti universitari in quella
sede secondo il metodo del barcamp. Saranno presenti Maurizio Ferraris
("Un'Ikea di Università" Cortina 2001) e Irene Tinagli ("Talento da
svendere" Eiunaudi 2007). Saranno presenti Ivan Scalfarotto e Maurizio Chiocchetti,
responsabile PD Mondo.
Ognuna delle iniziative è aperta al pubblico. Nelle iniziative
del 6 e del 13 dicembre chiederemo una minima quota di partecipazione e
sarà possibile iscriversi all'Associazione Democratici Parigi e al
circolo Pd Parigi. Ricordiamo
che entro il 31 Dicembre 2008 è necessario iscriversi alle liste
complementari della propria Mairie per avere il diritto di votare alle
prossime elezioni europei nelle circoscrizioni francesi. Non è
necessario essere iscritti all'AIRE ma presentare una fattura EDF o
simili all'ufficio elettorale della Mairie. Sarà poi possibile
scegliere se votare per le liste italiane o francesi.
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PD Parigi
Appuntamenti di novembre 2008
Riunione PD Parigi
25 novembre
Il 25 novembre alle ore 18.30 al 28, rue Claude Tillier, 75012 Paris
(Metro: Reully-Diderot, linee 1 e 8) si terrà la prossima riunione
pubblica del PD-Parigi / Associazione Democratici Parigi.
All'ordine del giorno
1) punto sulle manifestazioni in programma (ricerca e mafie a dicembre, donne e europa a gennaio)
2) campagna tesseramento PD, costituzione del circolo, rapporto tra associazione e PD, notizie dal PD estero.
3) Stato dell'arte sulla definizione dei rappresentanti di paese nei vari livelli di organizzazione del PD Estaro.
4) preparazione delle giornate giovani all'estero di CGIE/Comites e punto sull'avanzamento della riforma comites/cgi
5) punto sullo sciopero generale CGIL del 12 dicembre,
6) varie (proposte di adesione a lettere di censura morale che sono
state proposte in questi giorni, di formulazione di metodi di
monitoraggio dell'operato dei leaders, etc ...)
siete tutti invitati a partecipare.
24 novembre
in collaborazione con DiRe Donne Italiane rete Europea
Conversazione sulle elezioni americane con una donna che le ha vissute da vicino - Incontro con Nina Gardner
Grazie alla cortesissima ospitalità della "Mairie du 13ème", l'incontro con la presidente fondatrice del DIRE, Nina Gardner, si svolgerà presso la sede della "Mairie du 13ème arrondissement", 1, Place d'Italie, 75013 Paris (Metro: Place d'Italie).
------------------------------------------- ONDA ANOMALA
STUDENTI MANIFESTANO A PARIGI
gwcached,55
13 novembre 2008
POLITICA
Onda anomala parigina
Gli studenti e le studenetesse italiani, i ricercatori e le ricercatrici, gli insegnanti, gli italiani e le italiane a Parigi,
si mobilitano contro la riforma dell'istruzione e contro la Finanziaria del Governo Berlusconi.
Un
paese che non investe sulla formazione, sulla cultura, sulle pari
opportunità e soprattutto sulla ricerca è un paese senza futuro.
Un governo che taglia senza criterio i fondi all'Università e alla
scuola pubblica uccide la crescita e lo sviluppo di tutti i cittadini,
in Italia e all'estero.
In Italia serpeggia lo spettro di una
politica aziendale basata sul risparmio economico a scapito di cultura,
ricerca, diritti e solidarietà.
A Parigi cittadini e cittadine italiani, francesi e europei si mobilitano insieme in un presidio davanti al consolato venerdi 14 novembre dalle 10h00 alle 15h00 in Rue Emile Augier n.5 75016, e consegneranno questo breve documento al Console affinché lo trasmetta alle autorità italiane.
Siamo cittadini e cittadine italiani all'estero e vogliamo che il governo italiano
investa sull'Università
assicuri il diritto allo studio per tutti e per tutte in ogni regione d'Italia
assicuri una scuola pubblica di qualità
aiuti le famiglie a crescere i propri figli garantendo strutture pubbliche e accessibili
garantisca
per tutti la possibilità di studiare e avere accesso al mondo dl lavoro
in un sistema di istruzione pubblico e aperto a tutti i cittadini
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gwcached,55
3 novembre 2008
POLITICA
Tesseramento e Candidature
Come
sapete già dalla riunione di ottobre abbiamo iniziato le iscrizioni al
PD Circolo di Parigi che abbiamo continuato con successo nella giornata
del 25 ottobre in occasione della manifestazione Salva l’Italia. Il
tesseramento per quest’anno continua per tutto il mese di novembre. Chi
volesse iscriversi ma non sa dove andare a farlo può scrivere per
informazioni direttamente alla mail (partitodemocraticoparigi@gmail.com).
Invitiamo tutti quanti ad iscriversi, perché più siamo meglio possiamo
portare avanti le nostre attività con la dinamicità, l’indipendenza e
l’autonomia che ci hanno contraddistinti in questo anno di vita.
Dopo
il tesseramento si potrà procedere all’elezione delle cariche del
circolo, segretario politico, presidente dell’assemblea degli iscritti
e tesoriere. Questo terminerà formalmente la nascita del nostro circolo
di Parigi. Ricordo che a queste cariche possono avere accesso
esclusivamente gli iscritti. Aventi diritto di voto per il segretario politico sono sia gli iscritti sia i simpatizzanti. Il
bureau dell’associazione, in qualità di unica figura giuridica che ha
una legittimità d’azione in Francia, in questa fase transitoria, si
prenderà carico di organizzare la costituzione del circolo e le
elezioni delle cariche. A giorni arriverà da Roma il regolamento
attuativo dello statuto estero che ci fornirà maggiori dettagli
sull’attuazione pratica. In ogni modo, alla fine del tesseramento
seguirà l’elezione delle cariche che è aperta a tutti gli iscritti e
che vogliamo si faccia nella massima trasparenza e partecipazione.
Negli ultimi mesi, qui a Parigi, abbiamo costruito insieme un gruppo
locale del PD che sta cercando di impegnarsi nel lavoro politico
concreto, sul terreno. Sabato 25 il PD sarà in piazza (Roma, Circo Massimo) per "un'Italia nuova è possibile".
Il Partito Democratico di Parigi ha deciso di aderire a questa iniziativa organizzando un banchetto democratico che si terrà sabato
25 ottobre, dalle ore 14.00 alle ore 20.00, nella Salle du Fer à Cheval
della Mairie del XIII arr., 1 place d'Italie, 75013, Paris.
Vi aspettiamo quindi numerosi. Un'opportunità per far sentire la vostra voce su :
- Lavoro e Diritti - Istruzione e Ricerca - Immigrazione e Integrazione - Sviluppo sostenibile
- Mobilità e Cittadinanza Europea
Sarà anche l'occasione per inaugurare la campagna di tesseramento del PD di Parigi
Venite numerosi, con anche i vostri amici, conoscenti e simpatizzanti!!!
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gwcached,55
18 ottobre 2008
POLITICA
Riunione Ottobre
Con un po' di ritardo ecco gli "hot topics" della scorsa riunione:
1) presentazione dello statuto estero relativo a primarie e costituzione circoli. Secondo lo schema per l'organizzazione
del partito all'estero saranno indette
primarie per l'elezione dei cordinamenti di circolo territoriali e di
paese. Definite le cariche a livello locale e nazionale si procederà
all'individuazione dei rappresnantanti di ciascun paese al cordinamento
di ripartizione continentale. Un membro per ciascuna ripartizione farà
infne parte del cordinamento della circoscrizione estero insieme alla
segreteria e agli eletti all'estero.
Per quanto riguarda il calendario francese l'assemblea ha ritenuto
importante cercare di attivare in tempi brevi i contatti francesi
affinché si possa stimolare la nascita di circoli territoriali in
altre città francesi. A questo proposito contatti sono giàpresenti
in città quali Strasburgo, Valencienne, Marsiglia, Lione, Grenoble,
Lille. L'intenzione e la volontà sono quelle di cercare di raggiungere
entro la fine dell'anno la costituazione di altri circoli oltre quello
parigino che in questa fase si mette a disposizione per affiancare la
costruzione nelle altre città.
2) presentazione delle iniziative e dei gruppi di lavoro. La scadenza europea
è certamente
un'occasione determinante per concretizzare le iniziative sul tema
dell'Europ e della cittadinanza europea. Il documento uscito
dall'assemblea dell'AFE a Parigi il 30 settembre rappresenta un punto
di partenza per l'elaborazione di un programma di lavoro che può
riassumersi in diverse fasi: (i) elezionie europee, PSE e PD, (ii)
cittadinanza europea e rappresentanza degli europei all'estero; (iii)
cittadinanza europea, diritti e lavoro. Si è iniziato a discutere di elezioni europee: come prepararsi, come sollecitare candidati
che siano consapevoli del loro compito ed evitare casi Gruber, Santoro
etc; come sensibilizzare all'importanza del voto. Da notare la presenza
di un membro del PS spagnolo e gli appuntamenti prossimi che ci mettono
in relazione con gli omologhi a Parigi (vedi incontro del 16 della
commissione Europa del PS). Il gruppo di lavoro donne (coordinato da Elena Pasquinelli) prosegue l'attività di ricerca e comparazione della
documentazione italiana e europea in tema di prostituzione, libertà
delle donne, bioetica e pari opportunità. Verranno pubblicati sul sito i risultati del lavoro e creati documenti
collettivi da poter utilizzare in preparazione di proposte di legge,
seminari, interventi parlamentari e altro.
Il gruppo di lavoro energie sta preparando un documento, in questo caso è forte la collaborazione intercircolo con Londra. 25 ottobre
il gruppo di Parigi aderirà alla manifestazione Salva l'Italia con un
incontro pubblico presso la Mairie del XIII. Sarà anche l'occasione
per discutere informalmente e aprire il tesseramento al PD Parigi.
3) Elezione presidente dell'Associazione. l'Associazione Democratici Parigi ha eletto per ovazione Riccardo Spezia come nuovo presidente dopo le dimissioni di Bruno Besana che si è trasferito a Berlino.
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Il PD a Parigi riprende i suoi lavori e organizza la sua rentrée.
Ci incontreremo mercoledì 8 ottobre alle ore 18,30 nella sede delle Acli (g.c.) in rue C. Tillier n. 28
L'ordine del giorno della riunione sarà il seguente:
Nomina nuovo CdA (sostituzione del Presidente e discussione sulla elezione del prossimo coordinamento di circolo)
Attualità politica: partecipazione alla raccolta firme per la
manifestazione del 25 ottobre e preparazione alla campagna per le
europee 2009
Tesseramento e elezione cordinamenti di Circolo, Paese e Ripartizione: informazioni e novità
Iniziative 2009 (vedi programma indicativo qui di seguito)
Sito nuovo: gestione sezioni e forum
Negli scorsi mesi sono emersi diversi temi di discussione.
A questa lista di proposte in corso di definizione se ne potranno aggiungere potranno aggiungere altre.
Programma PD Parigi
Proposta per un calendario di iniziative promosse
dall'Associazione di sostegno al Partito Democratico di Parigi
PD e casa europea
Invitati : Piero
Fassino, Martin Scultz
Lavoro e diritti : sindacati nazionali/europei
Libro bianco contro la violenza sessuale
Giornata in memoria di
Tina Lagostena Bassi.
Invitati : Livia
Turco
La prossima Europa
Invitati: Jacques Ziller,
Paolo Ponzano, Romano Prodi
Natalità in Italia e revisione della legge 40
Invitati : Vittoria
Franco, Stefania Prestigiacomo
Contro il declino : ricerca e industria
Invitati : Pietro
Greco
Indulto e giustizia
Votare, non votare, venir rappresentati, contare i
voti, voto elettronico
Invitati : Roberto
D'Alimonte
Standardizzazione del sistema educativo
Amministrazione italiana all'estero
La riforma della pubblica amministrazione :
Italia e Francia a confronto
Invitati : Jaques
Attali
Comunicazione e politica
Sviluppo sostenibile e cambiamento climatico
Invitati: Ermete Realacci.
Sperando di incontrarci mercoledi 8 ottobre
un saluto
B. Biagini
PD Parigi
Ieri sono intervenuta a Roma alla giornata de iMille su invito di Scalfarotto insieme a altre 25 persone per uno scambio sul futuro del PD.
La giornata aveva come titolo "superare il passato per liberare il futuro: uccidere il padre"
E' stato uno scambio vero e proprio: una parte di noi era per uccidere il padre subito, un'altra per affiancarlo e superarlo, altri per vincerlo senza ucciderlo, altri ancora più convinti di dover convincere i pari piuttosto che consumare ancora energie per vincere o uccidere padri.
Scalfarotto ha tutto il merito di aver saputo riunire insieme tanti cervelli pronti a dare il loro contributo, impegnati e entusiasti senza risparmiare una critica severa, lucida ma costruttva.
Lo statuto del PD estero e i relativi emendamenti saranno discussi sabato mattina a Roma nel quadro della Assemblea Costituente del PD. Il circolo parigino, grazie all'impegno del delegato per la Francia alla Costituente Barbara Revelli, ha lavorato in stretto coordinamznto con Monaco, Francoforte, Londra, New York. Il risultato è la presentazione unitaria di 10 emendamenti che verranno proposti alla discussione da un certo numero di delegati europei e americani. Ci sembra un modo concreto e produttivo di lavorare, condividendo energie e proposte nel tentativo di rendere le nuove strutture del partito all'estero aderenti e coerenti con il territorio. E ci auspichiamo che il concetto di trasparenza animi i prossimi passaggi della vita del partito a partire dalle elezioni per eleggere i coordinatori di circolo che ci saranno in autunno.
Passando a un'altra data storica per il nostro paese lascio volentieri la parola a Saviano: il Processo ai padroni di Gomorra.
"SPARTACUS è il nome del processo che domani o dopodomani
giungerà all'inizio della fine. Si chiuderà la prima parte, verranno
lette le prime sentenze di secondo grado. 31 imputati, per sedici dei
quali è stato chiesto l'ergastolo, il processo di mafia più importante
degli ultimi vent'anni. Spartacus: il nome non è stato scelto a caso. È
un omaggio a Spartaco, il gladiatore tracio che nel 73 avanti Cristo
insorse contro Roma. Partendo dalla scuola gladiatoria di Capua con un
pugno di uomini, riuscii a raccogliere schiavi, liberti, gladiatori
d'ogni parte del meridione. Che un processo prenda il nome di un ribelle, di uno schiavo
fuorilegge che sfidò Roma - la culla del diritto - è qualcosa di unico
per la storia della giustizia. Questo processo è stato chiamato
Spartacus con l'idea che il diritto potesse liberare queste terre
schiave dal potere dei clan e dell'imprenditoria criminale. Con il
sogno che un processo potesse innescare la sollevazione di un
territorio, credendo che la vera rivoluzione qui consista nella
possibilità di agire legalmente: senza sotterfugi, alleanze,
raccomandazioni, appalti truccati e aziende dopate dal mercato
illegale.
Spartacus è il risultato di una enorme indagine condotta dal 1993 al
1998 dalla Procura Antimafia di Napoli, ossia dai Pm Federico Cafiero
De Raho, Lucio Di Pietro, Francesco Greco, Carlo Visconti, Francesco
Curcio e poi Raffaele Cantone, Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e
Raffaello Falcone. E mentre molta parte l'Italia e d'Europa continuerà
a pensare che si sta celebrando un processo contro una banda criminale,
l'ennesima del sud Italia, in realtà le carte processuali, le
audizioni, i più di mille imputati nelle gabbie, parlano di un potere
enorme che va considerato una delle avanguardie dell'economia di questo
paese.
In uno dei passi più significativi del processo Spartacus un teste da
la lettura chiara del controllo economico del territorio: PM:
Senta e quando vi dava la notizia che c'erano dei lavori, voi che cosa
facevate? TESTE: La prima cosa che si faceva era sapere il nome
dell'impresa che doveva eseguire i lavori. Poi chiaramente questa
persona veniva chiamata, si chiudeva il lavoro e i soldi che doveva
dare all'organizzazione e in più dicevamo dove rivolgersi nella zona
per prendere il cemento...
Soldi per poter lavorare sul territorio e poi cemento per poter
costruire, imprese, subappalti. Ecco il loro impero. Lello Magi è il
magistrato che ha redatto la motivazione della sentenza di primo grado
del processo Spartacus. Nelle sue carte si trovano i grandi affari, i
nomi delle aziende - la Bitum Beton, la General Beton, l'Annunziata
Calcestruzzi. I maggiori investimenti pubblici sono stati realizzati
dalle imprese del clan dei casalesi.
E tutto emerge in questo processo. Dalla realizzazione di numerose
infrastrutture stradali come la Nola-Villa Literno, il raccordo con,
l'autostrada A1 Roma-Napoli, e persino il carcere di Santa Maria Capua
Vetere. I Casalesi hanno costruito il carcere con le loro imprese.
Carcere che avrebbe poi raccolto soprattutto i loro affiliati.
Quando il commissario straordinario di Governo inizia a progettare
l'esecuzione dell'arteria Roma-Napoli, la spesa iniziale è di settanta
miliardi di lire. Il costo effettivo, dopo cinque anni di lavoro, sarà
di duecentoquaranta miliardi. Le imprese che in subappalto lavorano a
quest'arteria sono del clan dei Casalesi e le imprese che non lo sono
per lavorare pagano una tangente al clan. Così con questo meccanismo di
drenaggio di soldi pubblici e con il meccanismo delle estorsioni, le
loro imprese edili, i loro alberghi, le loro aziende di trasporto
diventano le migliori d'Italia e i loro broker investono e costruiscono
in tutto il mondo.
In soli due procedimenti contro la famiglia Schiavone nell'agosto del
1996 furono sequestrati beni per 450 miliardi di lire e, un anno dopo,
nell'agosto 1997, altri 515 miliardi. Quei 500 milioni di euro odierni
sequestrati in due estati a uno solo dei clan che compongono il
cartello dei Casalesi, sono una cifra che avrebbe messo in ginocchio
qualsiasi gruppo imprenditoriale. Invece gli Schiavone e con loro i
Casalesi continuarono a prosperare. La stima fatta dalla Dda di Napoli
parla di un attuale fatturato di circa 30 miliardi di euro. Non più
milioni di euro, ma miliardi.
Un gruppo che ha saputo infiltrarsi ovunque. Investire nel settore
immobiliare a Parma e costruire nel centro di Milano. Sversare i
rifiuti tossici arrivati da ogni parte del nord Italia, come emerge sin
dalla prima inchiesta che nel 1992 portò a scoprire - attraverso le
indagini del pm Franco Roberti - che i rifiuti tossici finiti nel
casertano partirono da Thiene, nel Vicentino, sino a quelle del 2008
sullo sversamento illegale di ottomila quintali di fanghi dell'Acna di
Cengio, vicino Savona, e scarti di lavorazione del poliestere. E poi
l'alleanza con Cirio e Parmalat, la distribuzione controllata dal clan
in gran parte del centro sud che garantiva un monopolio di imprese
alimentari in cambio di una "estorsione".
Ma queste vicende sono solo collaterali allo Spartacus. Questo processo
riguarda vicende che vanno dalla morte del capo storico dei casalesi,
Antonio Bardellino, nel 1988 sino al 1996. C'erano voluti quasi dieci
anni per accertare quei fatti, e per chiudere il primo grado del
processo, nel 2005. Il giorno della sentenza di allora ricorda quello
che sta accadendo di nuovo in queste ore. Circa duecento tra
carabinieri e poliziotti. Cani antibomba, tiratori scelti, volanti,
elicotteri.
Un processo che ha visto complessivamente in questo e negli altri
procedimenti paralleli 1.300 indagati, partito dalle dichiarazioni del
pentito Carmine Schiavone. Seicentoventisei udienze complessive, 508
testimoni sentiti, più 24 collaboratori di giustizia, di cui 6
imputati. 90 faldoni di atti acquisiti. Una inchiesta-madre che ha
generato decine di processi paralleli: omicidi, appalti, droga, truffe
allo Stato.
Nacquero nella seconda metà degli anni 90', Spartacus 2 e Regi Lagni,
l'inchiesta sull'opera di recupero dei canali borbonici che per anni
permise ai clan - secondo le accuse - di usare i loro appalti
miliardari non per risistemare i canali ma dislocare miliardi di lire
verso le loro imprese edili che, da lì in avanti, sarebbero divenute
vincenti in tutt'Italia.
E poi il processo Aima, le truffe che i clan Casalesi avevano fatto nei
famosi centri dello "scamazzo", ossia dove la comunità europea
raccoglieva la frutta prodotta in eccesso dando in cambio un indennizzo
ai contadini. Nei grandi fori dove veniva buttata la frutta i clan
gettavano invece immondizia, ferro, rimasugli di lavori edili. Prima
però tutta la schifezza se la facevano pesare: incassando i soldi di
indennizzo e continuando a vendere ovunque la frutta dei loro
appezzamenti. Poi, per la prima volta furono sequestrate come beni
della camorra anche due società di calcio: l'Albanova e il Casal di
Principe.
Questo era stato il processo di primo grado: 21 gli ergastoli, oltre
750 anni di galera inflitti. Persino le carte processuali da
trasmettere ai giudici d'appello, i 550 faldoni contenenti gli atti del
procedimento nel novembre 2006, hanno avuto bisogno di un camion
blindato e scortato dai carabinieri per portare i documenti da Santa
Maria Capua Vetere a Napoli. Tutto questo era accaduto nella
sostanziale indifferenza dei media nazionali ed internazionali.
Per questo secondo grado non sarà così.
I nomi dei boss, delle loro aziende, i nomi dei loro delitti non
passeranno solo sulla stampa locale, non avranno solo vita d'inchiostro
nei documenti processuali. Verranno conosciuti, saranno resi noti, non
saranno soltanto passaggi sul rullo continuo e indifferente
dell'informazione. E infatti il fastidio per l'attenzione, la loro
assoluta ripugnanza di finire sotto i riflettori nazionali ha avuto
dimostrazione e prova ieri nelle parole del capo del clan Francesco
Schiavone Sandokan. Durante l'ultima udienza ha chiesto di poter
rinunciare ad assistere perché "non sono una fiera in gabbia". Sa che
quando allo show si toglie la faccia del capo, si perde almeno la metà
dell'attrattiva mediatica e con questo l'efficacia della comunicazione.
Il clan ha paura. Ha paura perché i Casalesi condanne definitive non ne
hanno mai avute, perché sentono come un'assurdità l'essere condannati
per fatti commessi decenni prima, quando ormai la loro carriera è
avviata verso altre logiche, altri mercati. E poi i loro capi storici
non sono mai morti in galera, ma sempre liberi e lontani dal
territorio: Antonio Bardellino in Brasile, Mario Iovine in Portogallo.
Loro non vogliono finire i loro giorni dentro un carcere. Schiavone è
stato reso celebre, troppo celebre, dal suo soprannome ricevuto da
giovane quando per la sua somiglianza con l'attore Kabir Bedi fu
chiamato appunto Sandokan. E lui i media li sa gestire sin troppo bene.
Arrivò, nonostante il regime di 41 bis gli impedisse di comunicare con
l'esterno, a scrivere una lettera ad un giornale locale dove indicava
ai suoi uomini quali giornali acquistare, che linea mantenere, quali
posizioni avere, rimarcando: "Sono felice di scontare in carcere tutte
le mie condanne. Non sono uno che mangia carne umana". E con questo
sottolineava che non si sarebbe pentito. Ma queste parole sono di
troppi anni fa.
Con la condanna di domani il clan Schiavone sarà in ginocchio. E lui,
Sandokan, rimarrà sempre più solo. Il capo. L'uomo che secondo la
sentenza di primo grado ha organizzato con determinazione e
intelligente strategia la sua ascesa al potere. Sino ad ora il clan ha
rispettato i suoi figli, gli ordini della moglie Maria Pia Nappa,
compagna di una vita che lui ritiene di aver sempre onorato, ponendosi
nel ruolo del padre integerrimo e marito fedele.
Ma stranamente nel processo ci sono due donne americane, Kathrin
Houston e Cristina Emich, sottufficiali della Nato, divenute amanti di
Sandokan: la prima condannata ad un anno e mezzo per aver fornito al
boss 3 pistole calibro 357 Magnum. Se arriveranno gli ergastoli domani,
non uscirà più di galera.
E al capo, all'uomo che ha tentato di tutto pur di uscire dal carcere,
che ha scritto lettere al Presidente della Repubblica per chiedere la
grazia, che ha cercato di farsi passare per matto con perizie
psichiatriche che parlavano di strani fantasmi che lo andavano a
trovare di notte in cella, a Francesco Sandokan Schiavone non rimarrà
che pentirsi. Cantarsi gli affari e gli affiliati; svelare i nomi dei
suoi alleati nei meccanismi della politica e dell'imprenditoria, i suoi
stipendiati nell'editoria. Solo quello potrà essere lo strumento per
non essere murato vivo.
L'altro capo in galera è Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto 'e
mezzanotte" boss del settore dei rifiuti, uomo del racket del cemento e
dei mercati. Anche lui non ha speranze oltre il pentimento. Non può
fare altro se non vuole finire i suoi giorni in cella e vedere la sua
famiglia dilaniarsi, come sta già accadendo da quando la moglie Anna
Carrino si è pentita. Lui tentenna da tempo. Sembra voler collaborare
definitivamente. E se i due capi in carcere dovessero pentirsi, allora
l'intera storia della camorra casalese potrebbe davvero trovarsi ad un
punto di cristi totale e di svolta epocale.
Un processo come questo, durato anni, non è solo una forma della
giustizia, è molto di più. È anche un percorso culturale, una rinascita
del diritto, un momento in cui si sono sedimentate le forze e le
energie di un territorio. La chiusura di questo processo è un segnale,
una possibilità di una nuova primavera del mezzogiorno italiano.
Bisognerà non spegnere l'attenzione, seguire la vicenda giudiziaria in
Cassazione e poi soprattutto seguire gli altri rami del processo
Spartacus che riguardano i rapporti con la politica, i rapporti con le
imprese legali. Rami del processo che se non si interviene rischiano di
vedere cadere i reati in prescrizione. Ora che si sta chiudendo il
processo - lungo frammento di storia di queste terre, archeologia
criminale e umana che emerge dalle carte e dalle confessioni - mi
vengono in mente i volti di coloro che sono stati uccisi per aver posto
resistenza al potere del clan.
E poi sono stati dimenticati, trascurati, spesso neanche citati. Finiti
sulle targhe delle strade o ricordati solo nel cuore dei familiari ed
amici. I nomi dei morti in questa guerra mai dichiarata e in realtà
combattuta sempre, senza mai concedere armistizio. Salvatore Nuvoletta:
un carabiniere ammazzato nel 1982 a vent'anni, punito perché aveva
partecipato all'arresto di un parente del boss Sandokan.
E poi Franco Imposimato, nel 1983, ucciso perché fratello del giudice
Imposimato ma anche perché militante ecologista. Alberto Varone che nel
1991 distribuiva giornali, e aveva un mobilificio che faceva gola al
clan del suo paese che voleva ramificarsi in ogni settore. E ovviamente
Don Peppino Diana ucciso nel 1996 per il suo documento "Per amore del
mio popolo non tacerò". Poi Federico Del Prete, ucciso nel 2002,
sindacalista solitario che organizzò un antiracket dei venditori
ambulanti. Fino a Domenico Noviello, ucciso poco più di un mese fa per
una denuncia fatta sette anni prima.
E poi i feriti, gli umiliati, i minacciati: il delegato CGIL Michele
Russo gambizzato per aver minacciato di far scendere i lavoratori edili
in sciopero; Antonio Cangiano sparato alla schiena per un appalto non
regalato ai clan: Renato Natale cui sversarono chili di merda di bufala
fuori casa per dimostrare che il clan l'avrebbe sommerso se continuava
a fare il sindaco del paese. In attesa della sentenza, a loro va il
pensiero che il diritto possa davvero divenire come fu il sogno di
Spartaco. Possa essere in grado di ridare diritto: diritto alla vita e
alla libera decisione di ogni singolo.
E auspicando che questo sogno non finisca come finì Spartaco
giustiziato lungo la via Appia, strada dove oggi al posto delle croci
dei ribelli si trovano per ironia della sorte gran parte dei negozi
degli uomini del clan dei Casalesi. Vorremmo che questo processo non
sia soltanto un sogno di riscossa ma una concreta possibilità di far
emergere il meglio di questa terra che non ne può più del marcio che la
governa. E anche che questo auspicio possa stavolta giungere sino a
Roma.
Sperando di non dimenticare, sperando di poter mutare. E viene in mente
un verso di Isaia capitolo 21, versetti 11 e 12, quando dice "Shomér ma
mi-llailah, ma mi-lell" ovvero "Sentinella, a che punto è la notte?" Il
profeta che vide fuoco e fiamme, cede a questo verso di speranza. "La
notte sta per finire ma l'alba non è ancora arrivata." È questa la
risposta.
18 giugno 2008 Copyright 2008
by Roberto Saviano
Published by arrangement
of Roberto Santachiara Literary Agency
13 Giugno 2008
Da Roma, dove il gruppo coordinato da Eugenio Marino ha lavorato intensamente dopo il seminario di Parigi e gli altri incontri di Monaco, Berlino e negli USA, è stata inviata ai delegati la bozza di Statuto per la Circoscrizione estero del PD.
Si tratta di un documento molto articolato in cui si danno i criteri per la costituzione della struttura territoriale all'estero e le regole di funzionamento della vita politica del partito. La scelta delle primarie e del rispetto della parità è parte fondante di questa bozza. Restano punti importanti (i livelli decisionali, l'elezione del responsabile del PD nel mondo, la selezione dei dirigenti e dei candidati alle cariche istituzionali) che a mio avviso meritano una riflessione e una condivisione maggiore. La bozza di Statuto è un'opportunità straordinaria per poter intervenire. A Parigi abbiamo organizzato una riunione per sabato 14 giugno alle 18,00 al 6 rue G. Eastman 75013 (metro Place d'Italie)per discutere degli emendamenti da presentare alla bozza di Statuto.
La scandenza per la presentazione degli emendamenti a Roma è il 16 giugno.
Chiunque sia interessato a proporre o discutere emendamenti e contenuti potrà farlo via mail al mio indirizzo beatrice.biagini@gmail.com o direttamente sabato all'incontro delle 18,00.
Non perdiamo questa occasione: il 21 giugno l'assemblea costituente eletta lo scorso 14 ottobre voterà lo statuto e gli emendamenti. Dopo quella data io vorrei che lo statuto desse la possibilità di costruire un nuovo modo di fare politica: scegliere i nostri delegati e dirigenti con metodi trasparenti, senza liste bloccate e con la libertà di candidarsi aperta a tutti i futuri iscritti credo sia un punto di partenza importante.
Sono pubblicati su questa pagina gli emendamenti e le proposte del circolo Parigi.
Grazie a coloro che vorranno partecipare a questa fase determinante della vita del PD in Europa e nel resto del mondo.
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2 Giugno 2008
Festa della Repubblica Italiana
A tutti gli italiani all'estero i miei auguri.
Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
"Per voi che ascoltate auguro innanzitutto
che la festa del 2 giugno possa rappresentare un momento di
serenità. Ricordiamo in queste settimane – con la mostra che
vedete – la figura di Luigi Einaudi, grande studioso, maestro
di vita civile e uomo delle istituzioni, che nel 1948 fu eletto
Presidente della Repubblica. Ma questa giornata è l’occasione
per ricordare anche come nacque, oltre sessant’anni fa, la
Repubblica: tra grandi speranze e potendo contare sulla volontà
allora diffusa tra gli italiani di ricostruire e far rinascere
il paese, in un clima di libertà, attraverso uno sforzo
straordinario di solidarietà e unità. E’ qualcosa che vale
la pena di ricordare perché l’Italia, divenuta un paese
altamente sviluppato, avrebbe oggi bisogno di uno sforzo simile,
per la complessità dei problemi che sono dinanzi alla società
e allo Stato, in un mondo profondamente mutato. Riuscimmo in
quegli anni lontani a risalire dall’abisso della guerra voluta
dal fascismo, e a guadagnare il nostro posto tra le democrazie
occidentali. E abbiamo poi superato tante tensioni e prove. Non
possiamo ora permetterci di fare un passo indietro ; sapremo –
ne sono certo – uscire dalle difficoltà e farci valere ancora
una volta, grazie a un forte impegno e slancio comune. Su quali
basi un rinnovato sforzo della nostra comunità nazionale debba
poggiare, lo dicono i principi e gli indirizzi della
Costituzione che la Repubblica si diede sessant’anni fa, in
meno di due anni dal referendum e dalle elezioni del giugno
1946. Ma non posso tacere la mia preoccupazione, in questo
momento, per il crescere di fenomeni che costituiscono invece la
negazione dei principi e valori costituzionali: fenomeni di
intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro
la sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni,
intolleranza e violenza contro lo straniero, intolleranza e
violenza politica, insofferenza e ribellismo verso legittime
decisioni dello Stato democratico. Chiedo a quanti, cittadini e
istituzioni, condividano questa preoccupazione, di fare la loro
parte nell’interesse generale, per fermare ogni rischio di
regressione civile in questa nostra Italia, che sente sempre
vive le sue più profonde tradizioni storiche e radici
umanistiche. Costruiamo insieme un costume di rispetto
reciproco, nella libertà e nella legalità, mettiamo a frutto
le grandi risorse di generosità e dinamismo che l’Italia
mostra di possedere. Buona festa della Repubblica a tutte le
italiane e gli italiani."
Il 2 giugno 1946, oggi Festa della Repubblica, si svolsero le elezioni
per l’Assemblea Costituente e il referendum per la scelta della forma
istituzionale. L’Italia appena uscita dalla guerra doveva scegliere se
essere una repubblica o una monarchia e, per la prima volta nella sua
storia, pote’ farlo a suffragio universale. Alla consultazione non
parteciparono Venezia Giulia e Trentino in quanto sottoposti ad
occupazione. Nell’accesa campagna elettorale i partiti di sinistra
(comunisti, socialisti e rappresentanti del Parttito d’azione) ma anche
il Pri si schierarono a favore del sistema repubblicano, mentre i
liberali appoggiarono la monarchia mentre la Dc lascio’ liberta’ di
voto. Il 2 giugno si reco’ alle urne l’89,1 per cento degli aventi
diritto. Con 12.717.923 voti, pari al 54 per cento dei suffragi, la
repubblica vinse sulla monarchia, che invece ottenne 10.719.284 voti,
pari al 46 per cento. Presidente provvisorio sara’ nominato il liberale
indipendente Enrico De Nicola. Umberto II (re solo per un mese, dal
maggio 1946) andra’ in esilio in Portogallo a Cascais.
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29 maggio 2008
La riunione del PD Parigi
La questione dello statuto e l'organizzazione del partito a Parigi e in Francia sono stati i temi protagonisti della riunione di ieri sera. Abbiamo concordato di seguire con attenzione la stesura dello Statuto che la direzione nazionale del PD Mondo sta preparando, e di contribuire attravreso emendamenti e proposte in particolare relative alla vita dei circoli on line e alla definizione di criteri preicisi per l'esercizio delle primarie.
Le iniziative del PD Parigi proseguono:
- un progetto di studio e discussione sul tema della violenza contro le donne;
- un'iniziativa politica con Realacci, Gentiloni e Melandri sul diritto all'informazione e le sanzioni della Commissione europea contro l'Italia per la vicenda di Retequattro, condivisa con Londra;
- un incontro con la comunità italiana di Parigi in vista di una proposta di riforma di Comites e CGIE;
-un'iniziativa su Europa e PD in preparazione per l'autunno in vista della campagna elettorale delle Europee del 2009.
Ognuna di queste iniziative, insieme alle altre di cui ci occuperemo a partire da settembre (qui un programma indicativo), saranno articolate sia come gruppi di lavoro, sia come studi o libri bianchi pubblicati sul sito del PD Parigi e su questo sito, sia come manifestazioni pubbliche a cui invitare il rappresentante del Governo ombra responsabile del tema su cui si lavora. Credo che si tratti di una modalità di lavoro seria che ci consentirà di partecipare alla vita del PD, in Italia e nel resto del mondo, cercando di portare un contributo alla creazione del contenuto politico e progettuale di cui sentiamo estremamente necessità.
Se avete proposte e osservazioni scrivete a beatrice.biagini@gmail.com.
27 maggio 2008
In questi giorni si leggono sulla stampa pochi articoli sull'anniversario della morte di Falcone e Borsellino.
Mi permetto di pubblicare su queste pagine le parole di una volontaria della Fondazione Falcone.
"Come ogni anno, anche quest'anno la Fondazione Falcone oggi, 23 maggio,
nel triste giorno dell'anniversario dell'attentato di Capaci, organizza
diverse iniziative in Sicilia e un corteo a Palermo che parte da via
D'Amelio e arriva sotto l'Albero Falcone, per ricordare Giovanni Falcone
e Paolo Borsellino, per non dimenticare il loro lavoro.
Da volontaria, ho collaborato gli scorsi anni con la Fondazione, e posso
testimoniare il grande impegno che questo evento rappresenta per
organizzatori e forze dell'ordine. L'aula bunker, pensata e voluta per
il maxi processo, si riempie ogni 23 maggio di centinaia di ragazzi
provenienti da tutta Italia, che si riuniscono per ricordare che la
legalità è un valore e che la mafia non è impunibile.
Giovanni Falcone diceva "La mafia non è affatto invincibile, è un fatto
umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine". Io
ricordo il silenzio con cui i ragazzi, dalle classi elementari a quelle
liceali, ascoltavano queste parole mentre l'intervista veniva proiettata
sullo schermo. Voglio credere che ogni anno, il 23 maggio, perlomeno in
quell'aula bunker, chi rappresenta il futuro del nostro paese si fermi
un secondo a pensare. E invito tutti voi a fare lo stesso, perché quei
due uomini e insieme a loro gli altri, numerosi, che per questo stesso
paese hanno perso la vita, non vengano dimenticati."
leggi la relazione di Eugenio Marino, Direzione Nazionale PD Mondo
ITALIANI NEL MONDO, SABATO 17 MAGGIO A PARIGI SEMINARIO PD SULLO STATUTO DEL PARTITO ALL’ESTERO
L'appuntamento è a partire dalle 9h00 all'Espace Turbigo, 43 rue de Turbigo, 75003 Parigi. Metro Arts et Metiers (Linea 3 e 11) o Réaumur-Sébastopol (Linea 3 e 4). Si terminerà verso le ore 17.
“Questo seminario – spiega
Maurizio Chiocchetti, responsabile del PD per gli italiani all’estero
– ci servirà per continuare il nostro confronto su come
radicare il Partito Democratico fuori dall’Italia. La campagna
elettorale ha rappresentato un momento entusiasmante di
partecipazione, ci ha fatto incontrare tanti cittadini italiani
residenti all’estero e ha fatto sì che il partito si
trovasse immediatamente a dialogare con la gente. Vogliamo far tesoro
di questa esperienza e dare ai tanti nostri cittadini nel mondo la
possibilità di partecipare alla vita politica e sociale
italiana.”
“Nella redazione dello statuto –
prosegue l’esponente democratico – dovremo tener conto
delle tante peculiarità che vi sono nei vari paesi di
residenza dei nostri connazionali”. “Vogliamo far sì
che tutti gli italiani che guardano con favore alla nostra proposta
politica, anche dai paesi più lontani, possano sentirsi parte
di un progetto comune e contribuire alla formazione dell’identità
del nuovo partito. Per superare le distanze geografiche utilizzeremo
internet e le tante opportunità che offre, come del resto
abbiamo già fatto in occasione delle ultime Primarie, alle
quali gli italiani nel mondo hanno potuto partecipare online”.
"La discussione non sarà
meramente tecnica, ma coinvolgerà i nostri contenuti politici
ed il profilo che intendiamo darci all’estero. Il confronto e
il reciproco arricchimento con le organizzazioni politiche e sociali
dei vari paesi di residenza rappresenta a mio avviso un aspetto molto
importante. L’impegno per il PD nel mondo significherà
valorizzare le proprie origini culturali e politiche senza provocare
un disimpegno nella vita sociale del paese di residenza. Sono
convinto – conclude Maurizio Chiocchetti – che da questa
sintesi, da questo arricchimento reciproco, potranno emergere anche
importanti indicazioni e contenuti per il percorso politico che
stiamo compiendo in Italia”.
Il Partito Democratico ha ottenuto un
risultato interessante, ha realizzato una trasformazione nella geografia
politica italiana con la scelta di correre da solo, ha ottenuto molti consensi
in Europa e in regioni importanti, sebbene tradizionalmente legate alle
politiche del centrosinistra. Ma non ha saputo dialogare con un elettorato
numeroso e deluso dall'esperienza politica italiana, non ha saputo intercettare
l'esitazione di elettori che hanno scelto l'astensione (sottovalutando forse la
portata di fenomeni di antipolitica) e non ha parlato alle donne e agli uomini
laici che si aspettavano dal Partito Democratico una posizione netta e
determinata su temi delicati e sensibili riguardanti la donna, la vita, la sfera
dei diritti civili. Riflettere sulla sconfitta che abbiamo subito e
sul fenomeno elettorale che vede l'Italia premiare la Lega, la destra statalista dai programmi confusi e la coalizione che meno ci rappresenta a livello
internazionale, ci deve servire per fare meglio, per capire cosa e dove abbiamo
fallito, per superare le scelte che non sono piaciute all'elettorato e farne di
nuove. Coerentemente con l'obiettivo che ci eravamo dati e che resta e resterà
lo stesso di salvare l'Italia dal declino. E con l'Italia, salvare l'Europa dal
rischio di restare nella gabbia dei localismi. Sentendo i commenti e le
considerazioni di tante persone in Italia e qui in Francia, le domande che in campagna elettorale
si incontravano tornano con forza e amarezza: perchè il PD ha scelto di non
prendere posizione sulla laicità e sul tema scottante dei diritti civili? Come
ha potuto una parte del Partito Democratico non prendere distanza dal fatto che
in passato il nostro voto è stato determinante per far passare l'indulto? Perchè
il PD non ha chiesto che si riflettesse in modo chiaro sullo scandalo della
Campania? Non sarebbe onesto intellettualmente e nei confronti di tanti
elettori che ci hanno dato fiducia, non prendersi l'impegno di rispondere a
queste domande. La critica e le considerazioni che leggiamo oggi su editoriali,
articoli e commenti della stampa italiana e internazionale ci mettono in
condizione di avere tante idee su come poter ripartire. Infatti se da una
parte dobbiamo elaborare ogni singola conseguenza del voto, dall'altra dobbiamo
saper reagire con l'energia di chi intenda fare
un'opposizione seria e attenta, nella convinzione di rappresentare gli interessi
del paese. Nella speranza di poter riconquistare la fiducia dell'elettorato e
lavorare per la soluzione dei problemi dei cittadini e della società italiana,
composita e multiculturale. Noi all'estero abbiamo difficoltà a rispondere
alle domande dei nostri amici europei a volte. Ma su un punto a mio avviso
dovremmo essere sicuri e decisi: il lavoro che abbiamo davanti abbiamo
intenzione di farlo alla luce di quanto è accaduto in Italia e crediamo che solo
una prospettiva aperta, incentrata sulla legalità e il rispetto delle
istituzioni, laica e europeista possa fare quello che il programma del Partito
democratico non è riuscito a fare. Possa portare l'Italia a riprendersi la
propria dignità. Lo abbiamo sostenuto in campagna elettorale e il numero di
voti all'estero ci ha dato ragione.
Il lavoro del Partito Democratico
all'estero proseguirà sulla linea dell'Europa, delle riforme, della ricerca e
della modernità nelle infrastrutture, nel rispetto dell'ambiente e di una
produttività compatibile e equa. Un lavoro che vedrà nell'esempio e
nell'esperienza degli altri paesi un caso da studiare e non un modello da
applicare senza mediazione. Un lavoro che cercherà di coinvolgere donne e
uomini italiani e europei, cittadini del mondo attenti alle sorti di un paese e
di un'Europa che sappia interpretare il suo ruolo nel Mediterraneo e nel
contesto internazionale. A Parigi, come a New York, in decine di grandi e
piccole città i circoli del PD si stanno organizzando per definire il proprio
statuto di partito italiano all'estero, per organizzare e scegliere con modalità
democratiche le proprie strutture, per aprire un confronto basato sulla
discussione e l'elaborazione di proposte, per rendere costruttive le critiche
che sono arrivate e che continueranno ad arrivare. Investire su questo tipo
di partito resta una delle mie priorità e continuero' a lavorare con le tante
persone che mi hanno accompagnato e sostenuto. Sarebbe bello poter diventare
sempre più numerosi.
Un grazie sentito a tutte le persone che hanno votato Partito Democratico, un grazie particolare a chi mi ha indicato tra le sue preferenze!
E complimenti agli eletti (Laura Garavini, Franco Narducci, e Gianni Farina)! Vi scrivo meglio questa sera quando rientro a casa, sono in viaggio da Roma dove ho assistito allo spoglio. Ma ci tenevo a farvi avere un messaggio di ringraziamento. E di incoraggiamento per il futuro. Qualcosa sembra non cambiare in Italia, e qualcosa invece sta cambiando. Continuiamo.
Beatrice
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10 Aprile
Gli ultimi giorni: il declino non è un destino
Ancora qualche giorno al voto... Il voto ha tempi, meccanismi, regole; e costi.
Il voto ha i suoi tempi. Per noi italiani all'estero, entro il 10 aprile alle ore 16 le buste con i voti devono essere arrivate alle sedi consolari. Non fa fede il timbro postale: tutte le buste che arrivano dopo tale data vengono cestinate.
Il voto ha anche i suoi meccanismi, che vanno capiti e rispettati. Abbiamo fatto informazione sin dal primo giorno sui punti importanti: votare con la penna e non con la matita, verificare la presenza di entrambe le schede, inserire il tagliando elettorale che certifica l'esercizio del diritto, inviare il tutto per tempo.
E il voto degli italiani all'estero segue regole particolari, che danno la grande possibilità di esprimere una preferenza e non di votare una lista.
Roberto, mio marito, ama dire che il voto deve avere dei costi: altrimenti sarebbe un sondaggio. Lo voglio scrivere qui: il voto non è un sondaggio. Si vota anche per esprimere un'opinione o mandare un messaggio: ma si vota soprattutto per costruire il futuro. Il sondaggio è esposto a ogni tipo di pressione mediatica, si reagisce sull'emozione del momento. Il voto è un diritto che si esercita. E che deve dare frutti.
Nella campagna ho invitato a votare per un programma, quello del Partito Democratico, che pensa ai frutti. Vede l'Italia in una prospettiva non a due mesi, non ancorata al passato, ma proiettata dieci anni nel futuro, in un'Europa che sta accelerando. Da candidata per la Circoscrizione estero ho chiesto un voto per un segnale forte: mostrare che gli italiani all'estero non sono solo terra di conquista elettorale, non sono un gruppo arretrato e nostalgico, ma raccolgono, e tanto più con la nuova emigrazione di uomini e donne che si muovono in Europa, energie enormi per il Paese, e sono il tessuto connettivo per ragionare in una dimensione europea. Ho voluto parlare e ho parlato a tutti gli italiani della vecchia e della nuova emigrazione che si riconoscono in un modo nuovo di pensare all'emigrazione.
Ho invitato e continuo a invitare a votare nella circoscrizione europea per una candidatura donna, giovane, laica, attenta ai valori della ricerca, della legalità, della mobilità sostenibile, delle donne, e ai diritti dei più deboli. Ci può essere crescita solo dove tutte, ma proprio tutte, le risorse del Paese vengono valorizzate. Non possiamo lasciare per strada nessuno: italiani all'estero e immigrati in Italia, coppie di fatto, famiglie che vivono a cavallo tra due stati, omosessuali, giovani in cerca di occupazione, ricercatori, donne: tutte le persone che ancora non sono riconosciute per il loro contributo alla società. Il PD lavora per un'Italia che si liberi da mille forme di cecità verso queste persone.
Adesso voglio semplicemente invitare a votare. Sia all'estero, dove gli ultimi voti vengono inviati in questi giorni, sia in Italia. I prossimi anni possono essere determinanti per l'Italia. Le scelte sono fin troppo semplici: essere motore dell'Europa o far finta di sognare l'America; dare voce a giovani e donne o firmare una cambiale in bianco a un gruppo di potere; lavorare con responsabilità con le persone di buona volontà o limitarsi a protestare (che a me sembra una forma di pigrizia). Dire ad alta voce che non vogliamo i voti della mafia o far finta di nulla.
Il Partito Democratico queste scelte le ha fatte. Il declino non è un destino; in ogni caso, e ripeto volentieri parole altrui, se il tuo destino non ti piace, cambialo.
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Gli obiettivi di Beatrice in sei punti
Sono candidata per il Partito
Democratico nella circoscrizione Europa/Estero. Vorrei invitarvi a
considerare un voto per una candidata laica, giovane, mobile, che incarna le
nuove generazioni all'estero. Voglio difendere gli italiani che investono e si muovono
assumendo il rischio di realizzare i loro progetti professionali e familiari in
Europa. I miei obiettivi sono precisi,
e combatterò per realizzarli:
1. Rendere sostenibile la mobilità che viene
richiesta a tutti i nuovi migranti: migliori infrastrutture ferroviarie, difesa
dei passeggeri nel dedalo delle tariffe non trasparenti 2. Accelerare perché
gli standard di ricerca e universitari italiani si allineino su quelli europei:
premio al merito, criteri di valutazione, aumento di ricercatori e
ingegneri. 3. Permettere a chi espatria di partire tranquillo e non colpevolizzato: strutture sempre più attente ai veri bisogni degli
anziani. 4. Bloccare la fuga dei cervelli, e in particolare dei cervelli rosa (in Italia solo il 2% dei quadri superiori sono donne)
seguendo modelli scandinavi: vengono quotate in borsa solo società con una parte significativa di quadri donna. 5. Riformare lo Stato per rendere più
efficace l'amministrazione e per sconfiggere la mafia riducendo le sacche di
inefficienza in cui prospera. 6. Portare l'Italia in Europa per quel che riguarda i diritti dei conviventi, indipendentemente dall'orientamento affettivo, basando la discussione sulle esperienze positive dell'Europa.
Alla Camera si possono dare due
preferenze. Sostenere un candidato giovane e donna è un'opportunità per
rappresentare la nuova realtà degli italiani in Europa, ponti tra generazioni e
protagonisti della nuova identità europea.
"Sosteniamo la candidatura di Beatrice Biagini, che rappresenta la dimensione europea dell’Italia. Beatrice rinnova l'immagine dell'italiano all'estero, parlando a nome di una generazione che crea nuove opportunità e merita fiducia"
Giovanna Melandri, Lilli Gruber, Mario Rodriguez, Giuseppe Attoma, Alessandra di Montezemolo, Enrico Castaldi, Matteo Merzagora, Pietro Corsi, Andrea Goldstein, Andrea Palermo, Pasquale Pasquino, Marco Panza, Michela Petrini, Luca Bonatti, Milena Nuti, Francesco Guala.